Prestito D’Onore Regione Calabria 2014

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Il Prestito D’Onore per la regione Calabria per il 2014 rappresenta una eccellente finanziamento per fare impresa accedendo ad un particolare tipo di prestito caratterizzato da due aspetti fondamentali:

  1. una serie di agevolazioni fiscali;
  2. una parte di denaro a fondo perduto.

Il prestito d’onore è destinato a donne (imprenditoria femminile calabria) che intendano avviare un lavoro autonomo oppure con priorità ai nuovi bacini di impiego.

I due avvisi prevedono delle novità piuttosto interessanti.

In primo luogo è stato ridefinito il capitale di investimento, portato a 50.000 euro. Secondo aspetto, non meno importante, le modalità di aiuto, che prevedono il 75% a fondo perduto e il 25% a tasso agevolato. Sono state apportate anche alcune modifiche per l’accesso ai fondi, che ora includono anche alcune tipologie di disoccupati.

I bandi rientrano nel Progetto Pilota denominato Creazione di Lavoro Autonomo e di Microimprese in Calabria. L’iniziativa della Regione prevede la realizzazione di un Piano Triennale di supporto a tutte quelle iniziative finalizzate alla creazione di impresa, con l’obiettivo di favorire la promozione del lavoro autonomo e potenziare il territorio nello sviluppo di nuove piccole aziende.

Le donne che intendano accedere al prestito, nel presentare la domanda, devono avere i seguenti requisiti:

  • maggiorenni alla data della presentazione;
  • inoccupate o disoccupate;
  • residenti in Calabria da almeno sei mesi alla data della presentazione della domanda;
  • la sede operativa della futura attività deve essere sul territorio calabrese.

La domanda per accedere al prestito d’onore non può essere presentata da coloro che già sono titolari di una ditta individuale o di una piccola impresa. Inoltre, coloro che verranno ammessi, dovranno costituire l’attività solo dopo la presentazione della domanda.
Riservata a questa finalità la Regione Calabria ha una dotazione finanziaria pari a 12.500.000,00 euro, destinate in parte alle iniziative di impresa al femminile e in parte a incentivi e servizi.

Dalle attività finanziabili sono escluse:

  • le attività di produzione primaria di prodotti agricoli;
  • la pesca e l’acquacoltura.

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