Tares: la tassa sui Rifiuti

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Il cosiddetto decreto Salva Italia ha introdotto la nuova tassa sui rifiuti e sui servizi, meglio nota come Tares. La nuova imposta è di fatto una emanazione del federalismo fiscale.

La Tares ha messo ordine in un settore caratterizzato da molta confusione stabilendo finalmente regole chiare e eliminando tutta un serie di tributi molto simili tra di loro. Il pregio di questa tassa è stato proprio quello del ritorno della semplificazione. Con la Tares, infatti, il legislatore ha accorpato in un’unica imposta le diverse tasse in precedenza dovute per le varie fasi della raccolta e smaltimento dei rifiuti. La legge sulla Tares prevede che il pagamento sia dovuto da tutti quei soggetti che sono potenzialmente in grado di produrre dei rifiuti.

Concretamente la nuova tassa sui rifiuti finanzierà e coprirà le spese per i servizi di smaltimento rifiuti a carico dei comuni e le spese per l’amministrazione centrale.
Il punto di forza della Tares è senza dubbio rappresentato dall’eliminazione della distinzione tra il prelievo nel settore residenziale, quello nel settore privato e quello nel comparto commerciale. Con la Tares quindi sia avrà una sola tassa per i servizi di gestione, di raccolta e si smaltimento dei rifiuti sia nel caso in cui l’utente finale sia una persona fisica e sia nel caso in cui sia invece un’attività commerciale.

Come si calcola la Tares

In base a quanto stabilito della legge il parametro che circoscrive la base imponibile è rappresentato dalla superficie catastale, da cui si prenderà come valore di riferimento l’80%. Per comprendere come si potrà calcolare la superficie catastale che alla base della successiva definizione dell’ammontare dalla Tares bisognerà comunque attendere i regolamenti ministeriali attuativi nonchè i regolamenti comunali visto che, proprio gli enti locali, hanno, come nel caso dell’Imu, il potere di aumentare la tariffa fino a 0,4 euro per metro quadro in relazione ad alcune particolari categorie di immobili.
Ad ogni modo il consiglio è di non fasciarsi la testa prima dell’arrivo della nuova tassa. La Tares, infatti, sarà basata su un meccanismo di calcolo molto simile alla vecchia Tarsu.
La Tares è entrata in vigore il 1° gennaio 2013.

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