Casa di Berlusconi – Villa San Martino ad Arcore + Indirizzo

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La bellissima Villa San Martino di Arcore, che ha come proprietario Silvio Berlusconi, è stata per tantissimi anni un Convento Rinascimentale.
E’ appartenuta alla famiglia Casati Stampa Soncino per tantissimi anni, addirittura secoli.

Villa San Martino di Arcore possiede ben 145 stanze, tutte arredate con mobili antichissimi, sui muri possiamo trovare quadri di altissimo pregio, e librerie piene di libri antichissimi e di altissimo valore.
Uscendo dalla Villa, ci ritroviamo immersi in ettari ed ettari di parchi pieni di fiori e alberi rari e centenari.

Ecco la VIA

  • Viale San Martino – Arcore – cap 20862 – (MB)

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Fotografie Interno ed Esterno

Iniziamo con guardare alcune fotografie degli esterni della villa.

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Ecco invece le fotografie degli interni:

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Storia:

Villa San Martino è ad Arcore, un comune della Brianza. Era un antico monastero benedettino acquistato nel settecento dai Giulini. La proprietà comprende edifici e terreni rurali per un totale di novanta ettari. Il conte Giorgio Giulini fece un restauro conservando la struttura originaria, lasciando intatto l’aspetto a forma di U aperta in direzione del paese e impostò il viale d’accesso fiancheggiato da lunghi filari di pioppi. La villa ha un aspetto imponente in perfetto connubio con il parco secolare e il verde agricolo che la circonda.

La famiglia Giulini, una illustre famiglia milanese aveva i suoi interessi a villa Boffalora e Villa San Martino fu poco utilizzata, finché non fu ereditata da Giorgio Giulini, un famoso storico. Nel 1848 fu ereditata da Anna Giulini, moglie di Camillo Casati, ma restò nella villa tutto ciò che i Giulini aveva preservato, grazie alla loro dedizione all’arte: quadri, dipinti, sculture, affreschi e altro.

La famiglia aristocratica dei Casati si ricorda per le vicende risorgimentali: la sorella Teresa, era sposata con Confalonieri, un patriota liberale e il fratello Gabrio, presidente del governo lombardo dopo le Cinque Giornate, riformò la scuola italiana. Camillo ricoprì cariche a Milano e promosse, come consigliere del municipio di Arcore, la costruzione della ferrovia tra Monza e Lecco.

Nel novecento la ereditò Alessandro Casati che partecipò alla vita politica e culturale, partendo volontario nella prima guerra. Nel dopoguerra divenne senatore e ministro della pubblica istruzione. Nei primi anni fiancheggiò il fascismo, ma nel 1925 si ritirò dalla politica per dedicarsi agli studi.
La villa, usata solo per le vacanze, dopo un bombardamento che danneggiò la casa milanese, fu resa da Alessandro dimora principale e luogo per incontrare amici e personalità, tra cui Benedetto Croce.

Gli eredi, negli anni ’70, per le tragiche vicende familiari e per esigenze economiche, vendettero la villa a Silvio Berlusconi che curò un restauro conservativo della parte più antica. Nella villa c’è una pinacoteca con opere antiche, una biblioteca con oltre 3000 volumi antichi, oltre a un parco con piscine e scuderie, dove Berlusconi ha fatto costruire un imponente mausoleo in travertino con un sarcofago di marmo rosa per sé e gli eredi.

La residenza di Arcore è anche luogo di lavoro e ospita attività e uffici del gruppo. L’imprenditore ha accentuato il suo uso pubblico, facendole acquistare celebrità: è il principale centro dell’attività politica di Berlusconi con un conseguente viavai di giornalisti, fotografi e operatori televisivi che hanno contribuito a diffondere le immagini della villa e del suo parco, in tutto il mondo.

Per leggere tutta la storia vai su Wikipedia

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