I Prestiti a fondo perduto, come dice la parola, sono dei finanziamenti stanziati da enti pubblici o società finanziarie pubbliche il cui scopo fondamentale è quello di far nascere o aiutare a crescere l’azienda a cui erogano il denaro,  prevedendo una restituzione solo parziale della somma prestata. Questo il motivo per cui si usa l’espressione “fondo perduto”.

Il genere di prestiti di cui parliamo sono  finanziamenti agevolati che vengono messi a disposizione da Enti Pubblici italiani e dalla Comunità Europea. Le Regioni sono i soggetti eroganti maggiormente impegnati in questo genere di finanziamento, proprio perchè diventano destinatarie delle somme messe a disposizione della Comunità Europea. Tuttavia è triste constatare che, ancora oggi, tali finanziamenti non vengono sufficientemente richiesti né utilizzati, con grave danno dell’economia nazionale e limitando così le possibilità stesse di crescita delle aziende.

In questo ambito sono due, essenzialmente, i prestiti disponibili: il prestito d’onore e il finanziamento per la creazione di nuova impresa.

Finanziamenti a Fondo Perduto

Il Dlgs. n. 185 del 21/04/2000 sancisce la possibilità di accedere ad una serie di contributi, rivolti a tutte le regioni, per la creazione di piccole imprese, sia in forma societaria che come ditte individuali e senza vincoli di settore, per cui le aziende nascenti possono collocarsi sia nel settore della produzione di beni che in quello dei servizi.

Naturalmente per poter accedere al finanziamento, ai potenziali beneficiari sono richiesti alcuni requisiti. Tali requisiti sono richiesti alla metà numerica dei soci che detenga la metà almeno della quota di partecipazione nella società e, in particolare, bisogna essere maggiorenni; avere una situazione di non occupato al momento della richiesta; essere residente nel territorio cui si riferisce la richiesta da almeno sei mesi. Questi requisiti sono dettati dalle norme comunitarie e nazionali vigenti.

Gli investimenti ammissibili, nel caso di piccole imprese, sono quelli relativi ad attrezzature, macchinari, impianti e allacciamenti. Inoltre possono essere compresi i beni immateriali ma di utilità pluriennale e la ristrutturazione di immobili. Per qust’ultima voce, il finanziamento ammissibile non può essere superiore al 10%  del totale del prestito richiesto.

Il Decreto Legge ammette al contributo anche una serie di spese di gestione relative al primo anno di attività, e in particolare:
– il materiale di consumo, semilavorati e prodotti finiti;
– utenze e canoni di locazione degli immobili;
– assicurazioni sui beni finanziati

Il Decreto Legge prevede agevolazioni di grande interesse per chè ripartite al 50% (50% a fondo perduto e 50% a finanziamento agevolato). Inoltre nel primo anno di attività è previsto un contributo pari al 100% per le spese di gestione per un massimo di 12.000 euro.

Per quel che riguarda il lavoro autonomo sono ammessi tutti coloro che vogliono costituire una ditta individuale che riguardi qualsiasi settore (produzione di beni, fornitura di servizi o commercio).  I requisiti per accedere a questo prodotto finanziario sono gli stessi già enucleati per la costituzione di società, con esclusione, evidentemente della questione riguardante la ripartizione delle quote sociali. Anche per quel che riguarda le voci ammissibili (fino a un massimo di circa 26.000 euro), sono le stesse previste per le piccole aziende.

Un altro tipo di prestito a fondo perduto è il Prestito d’onore, nato nel 1996 al fine di agevolare l’accesso al lavoro. Infatti, questa particolare forma di finanziamento è destinata a disoccupati e inoccupati iscritti al Centro per l’Impiego di competenza territoriale. Questa iniziativa mette a disposizione di coloro che vogliono intraprendere una attività imprenditoriale, un contributo in conto capitale e a credito agevolato accompagnato da un percorso di formazione che aiuti il richiedente ad orientarsi nella scelta, nella valutazione di fattibilità e nella realizzazione pratica del progetto d’impresa. Per presentare domanda è sufficiente accedere on-line a qualsiasi ufficio dell’Agenzia di Lavoro competente e scaricare il relativo modulo.

I progetti ammessi non devono superare la cifra di 200.000 euro per immobilizzazioni di macchine e attrezzature. In un caso del genere il finanziamento pubblico agevolato arriva a 32.500 euro di cui un massimo di 20.000 euro a fondo perduto e i restanti 12.500 euro con prestito agevolato. A questo si aggiunge l’erogazione di una somma a fondo perduto pari a 5.500 euro, per il primo anno di attività a rimborso delle spese di gestione in conto esercizio affrontate in questa fase di start-up.

Queste percentuali di ripartizione del credito non sono fisse ma rispondono alle determinazioni locali, alla disponibilità di cassa e alla tipologia dell’impresa. Dunque può variare tanto la somma complessiva quanto la sua effettiva ripartizione.

Questi tipo di prodotti finanziari sono finanziamenti su cui non è stata disposta nessuna tassa, nessun interesse, in pratica sono soldi che non rientreranno mai nelle casse delle società li erogano.

Le società pubbliche che credono nei in questo tipo di prestito, investono sulla nascita di nuove attività imprenditoriali, che porteranno nuovo lavoro e parteciparanno attivamente allo sviluppo del territorio. Questa è l’ottica nella quale si è mosso il legislatore e che ha dato, soprattutto nel passato recente, un impulso verso la creazione di nuove imprese e nella nascita di nuove attività, che hanno portato ad un interessante livello di innovazione nella produzione e nell’erogazione dei servizi. Naturalmente eè chiaro che, quando parliamo di fondo perduto parliamo di una parte del credito e non della sua totalità, e questo proprio in una logica di facilitazione della creazione d’impresa ma anche di responsabilizzazione dei soggetti richiedenti, i quali prendono un impegno con l’ente erogatore ma soprattutto con se stessi.

Inutile aggiungere che non è semplice ottenere questi Prestiti perchè prima bisogna partecipare a dei Bandi, quindi bisogna presentare un progetto con tutte le informazioni e redigere un business plan convincente ma è anche evidente che la disponibilità delle somme da parte delle regioni è vincolata a questi prestiti e non può essere spesa diversamente. Dunque avere un’idea e presentare la relativa domanda significa comunque accedere ad un canale riservato per la valutazione e l’eventuale realizzazione del progetto d’impresa.

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